Centinaia di psicologi e psichiatri italiani solidali con i portuali di Trieste

A riferimento delle dichiarazioni di Stefano Puzzer, portuale di Trieste e portavoce dell’iniziativa di blocco delle operazioni portuali del 15 ottobre nell’intervista di Francesco Toscano (qui su YouTube), centinaia di psicologi e psichiatri italiani esprimono solidarietà verso i presupposti espressi e l’azione di protesta a difesa del diritto dei lavoratori.

Cooperazione, lavoro, serenità e reale inclusività sono alla base della salute mentale e dell’equilibrio psichico di ogni essere umano.

Tra gli psicologi e gli psichiatri solidali verso l’iniziativa ci sono infatti i professionisti del Comunicato Psi (qui) inviato al Governo Conte e poi al Governo Draghi per mettere in allarme sulle conseguenze della gestione emergenziale sulla salute psichica della popolazione.

I punti di attenzione sollecitati dal Comunicato e le proposte suggerite, oltre al vasto lavoro di divulgazione scientifica condotta fino ad ora in modo indipendente e gratuita a disposizione di tutti i cittadini (vedi il blog), sono totalmente in sintonia con quanto espresso dalla sopracitata intervista.

In particolare la solidarietà è espressa per i seguenti elementi:

  • Unione tra tutti gli appartenenti alla o alle categorie, senza discriminazioni tra le diverse scelte di cura personali

Siamo super uniti, io sono vaccinato e sono la testimonianza vera della frase “se solo un mio collega non andasse a lavorare a causa del green pass, noi saremmo tutti fuori con lui, vaccinati o non vaccinati”.

  • Rifiuto di scendere a compromessi o accettare soluzioni che non siano a beneficio di tutti

Siamo stati ben chiari e abbiamo detto che non tratteremo e non troveremo nessun tipo di accordo tranne che venga tolto il green pass, non accetteremo nessun tipo di accordo.

  • Difesa della libertà, dei diritti umani e reale lotta contro la discriminazione

Il green pass è assolutamente una discriminazione, io non devo avere un passaporto o un qualsiasi strumento per poter andare a lavorare. Il lavoro è un diritto di tutti, e non vedo perché uno per una sua scelta libera, personale, debba essere lasciato a casa e quindi discriminato.

  • Memoria del passato, per trasformare la storia più recente in vera esperienza

Il triestino essendo comunque un cittadino di sangue misto e ha passato anche negli anni -essendo una città di confine – i vari conflitti storici, ha comunque una mentalità abbastanza tranquilla. Però se gli si viene imposto qualcosa che reputa che vada a ledere la propria libertà, è molto testardo, cocciuto direi, e pronto a qualsiasi cosa per far rispettare i propri diritti.

[Avendo vissuto i danni della discriminazione in passato] riconosciamo che questo sia un abominio. (…) Bisogna essere tutti consapevoli di quello che si sta facendo.

  • Protesta contro i ricatti, privi inoltre di chiaro fondamento scientifico

Un lavoratore aveva un contratto a tempo determinato, come sapete arrivare a un contratto a tempo indeterminato per uno vuol dire avere una certezza di vita. Gli è stato detto tranquillamente: “se vuoi un contratto a tempo indeterminato io te lo faccio anche domani, però devi andarti a fare il vaccino.” Questo secondo me è aberrante. (…) Lottare per i propri diritti è la prima cosa.

  • Senso di solidarietà verso tutti i lavoratori, senza pensare solo ai propri interessi

Stanno tentando di lavorare per farci avere un accordo solamente per la nostra categoria, ma noi ci rendiamo conto che abbiamo la responsabilità non solo nostra ma anche dei cittadini di Trieste, di tutti i lavoratori di Trieste, e se è possibile – con tutta l’umiltà – del caso dare un segno anche a tutti gli italiani.

  • Cooperazione, valori e vero sostegno tra colleghi

Sono sicuro che se ci sarà un problema a Trieste dove ci sarà un perdurare di un blocco, sicuramente riceveremo la solidarietà di tutti i porti italiani.

Esistono dei principi e dei valori all’interno del porto dove noi non siamo solo colleghi ma siamo proprio famiglia (…) Questo fa sì che questi colleghi si uniscano nella solidarietà, nella fratellanza, anche se sono di porti diversi.

  • Richiesta ai decisori di occuparsi dei veri problemi di sicurezza e salute

Quello che sta succedendo a livello nazionale riguardo alla sicurezza lo abbiamo visto anche la scorsa settimana, dove abbiamo avuto addirittura sette morti sul lavoro; secondo me questo dovrebbe essere il primo problema che lo Stato dovrebbe andare a risolvere (…) e non lasciare che i propri cittadini, per andare a guadagnarsi uno stipendio dignitoso per arrivare a fine mese, non si preoccupino della sicurezza.

  • Presa di responsabilità e altruismo tra lavoratori

Secondo me è inutile dar sempre la colpa allo Stato o agli altri; la colpa è nostra, è ora che noi tiriamo fuori la testa dalla sabbia e cominciamo a lottare per i propri diritti. C’è troppo egoismo tra lavoratori,  non parlo del porto; io ho sentito molti ragazzi ultimamente, e sembra che predomini l’idea “vita mia morte tua”, e questo è il principio che noi dobbiamo cominciare a cambiare intanto tra di noi, perché il “dividi et impera” è quello che ha permesso a chi ci governa di fare di noi quello che vuole.

Pubblicato da Silvia Salese

Psicologa | Clinica, formazione e ricerca - www.silviasalese.com

3 pensieri riguardo “Centinaia di psicologi e psichiatri italiani solidali con i portuali di Trieste

  1. Condivido la necessità di incentivare il rispetto reciproco e lo spirito di collaborazione
    La rivendicazione dei diritti in forma pacifica

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  2. L’iniziativa dei lavoratori portuali di Trieste rappresenta un esempio di civiltà e non deve essere confusa con una semplice protesta sindacale. Civiltà perchè è discrezionale, chi vuole può andare a lavorare, civiltà perchè la maggior parte dei portuali triestini è vaccinata, ma protesta contro una imposizione illegittima come quella del green pass, civiltà perchè esprime solidarietà con i colleghi che non sono vaccinati e non intendono subire un ricatto, da parte dello Stato. Il green pass è di fatto una sorta di estorsione : o ti vaccini, oppure ti sottoponi a continui tamponi, altrimenti sei privato del diritto di lavorare! Già perchè le persone si vaccinano per avere il green pass e non il contrario come sostengono le istituzioni. E questo rappresenta l’ennesima violazione della Carta Costituzionale e contribuisce a diffondere paura tra le persone, inoltre è socialmente divisivo. ” Sono tanto semplici gli uomini e tanto obbediscono alle necessità presenti, che colui che inganna troverà sempre chi si lascerà ingannare “, Niccolò Machiavelli.
    Occorre ritrovare la luce, per uscire da queste tenebre, è giunto il tempo di dare vita ad ” Un nuovo illuminismo”, per riportare la luce nelle nostre menti e nelle nostre esistenze.

    Loris Mauro

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